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editoriale
Il Telefonino
Propaggine di cui sembra alcuni non possono più fare a meno e che di sicuro darà spunti di ricerca all'ingegneria genetica... perché non nascerne già dotati?
Altro spunto, e fonte di business, per i chirurghi plastici... perché non farsi incorporare (nel vero senso della parola) microfono e auricolare? Possibile che i “telefonino dipendenti” (e sono tanti) non si rendano conto di quanto siano ridicoli, maleducati, cafoni e, soprattutto, schiavi di questo oggetto che ha portato giovani, meno giovani e anche anziani da una condizione di libertà ad una condizione di sottomissione? Sarà la solitudine che attanaglia gli abitanti delle metropoli nel XXl secolo? È la paura di essere dimenticati da amici e familiari che porta tutti a frugare nelle proprie tasche o borse quando in un locale pubblico si ode un trillo? “È il tuo?” ... “No!” ... ma intanto si guarda il display; eh sì, perché se non suona da un po’ bisogna verificare che non sia spento o rotto. Ritorniamo in noi, e risparmiamo anche un sacco di soldini; cambiamo il numero di telefonino e poi, da quello nuovo, mandiamo un messaggio circolare ad una selezionata e ristretta cerchia di persone. Il messaggio potrebbe essere il seguente: “Caro amico/a, questo è il mio nuovo numero di telefonino, ti prego di tenerlo solo per te e di usarlo solo in caso di effettiva necessità; per le telefonate di routine mi trovi ai numeri fissi di casa e ufficio (più salutari e meno costosi da chiamare da numero fisso); ti informo inoltre che spesso lo terrò spento o silenzioso, ad esempio all'ora dei pasti o dopo le... di sera e che altre volte non lo porterò con me. Quindi in caso di mancata risposta non te la prendere; se hai urgenza manda un sms, sarò io poi a farmi sentire... sappi che nei confronti del tuo telefonino mi comporterò secondo quanto appena scritto. Un caro saluto...” Chissà che cominciando ad usare (smettendo di esserne usati) bene il telefonino, non si possa ritrovare un po’ di tranquillità al parco, sull’autobus, nei ristoranti e, finanche, in Chiesa? Ivano Camponeschi |
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